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1830 - 1863

STORIA ANTICA > > S. CROCE NELL'800

VIGILANZA SANITARIA.
Intanto nel
1831, per impedire che venissero trasmesse malattie contagiose da imbarcazioni straniere, il sindaco barone Vitale pensò di istituire una vigilanza sanitaria del litorale tra Punta Secca e Casuzze. La vigilanza del litorale, contro la pirateria, era stata ripartita già dal ‘700 fra i comuni di Vittoria per il tratto di Cammarana (Scoglitti); Comiso per il tratto di Punta Braccetto, Santa Croce per il tratto restante fino al vallone di Biddemi, dopo la quale la responsabilità ricadeva al comune di Ragusa, e per il tratto ancora successivo a quelli di Scicli e di Modica fino alla marina di Pozzallo. Poiché la vigilanza era stata organizzata con un numero limitato di uomini e con mezzi modesti i risultati sulla sicurezza per Santa Croce e per gli abitanti dei territori vicini furono estremamente modesti.

SANTA CROCE E MAZZARELLI VENGONO MESSI IN COMUNICAZIONE.

Nel
1853 per sollecitare e facilitare le attività commerciali le autorità di Santa Croce fecero costruire la strada che giungeva fino al bivio di Mazzarelli. Questa strada, lunga 5 Km, seguiva il tracciato di una vecchia trazzera reale e attraversava le contrade di: Sottano, Cozzo Cappello, Pellegrino, Gaddimeli. I lavori furono iniziati nel 1853, durarono alcuni anni ma non furono completati per mancanza di fondi. Il Decurionato (cioè l’amministrazione comunale) aveva impegnato £ 9.386,55 e per il ponte intermedio £ 1.028,50. La nuova strada Santa Croce-Mazzarelli, anche se non completata del tutto, diede comunque un forte impulso allo sviluppo agricolo di una vasta area compresa tra S. Croce, Ragusa e la piana di Donnalucata, in quanto attraverso brevi diramazioni metteva in comunicazione le contrade di Pescazze, Casuzze e Biddemi, con Castellana e Maulle nelle quali, da tempo, numerosi santacrocesi avevano trovato lavoro come affittuari, braccianti e pastori. Il commercio dei prodotti agricoli del territorio di S.Croce (grano, carrube e latticini) negli ultimi anni erano cresciuti notevolmente in corrispondenza ad una maggiore estensione delle aree soggette a coltivazione.

IL FARO DI PUNTA SECCA.

Nel 1857 i Borboni fecero costruire il "Faro Scalambri" che lampeggiando ad intervalli regolari segnalava ai naviganti che in quella costa i fondali erano bassi. In quel periodo nella zona arrivavano pescatori da tutte la costa orientale perché c'era "
u passu ra sarda" (cioè il passaggio della sarda). Se ne pescava tanta, veniva subito lavorata e venduta non solo in Sicilia, ma esportata in tutta Italia.  

SANTA CROCE DIVENTA SANTA CROCE CAMERINA
Il 28 giugno del 1863 Vittorio Emanule II accolse la richiesta del comune di S. Croce e così la città prese il nome di
Santa Croce Camerina. Il percorso iniziò con la seduta consiliare del 21 aprile 1862 e si concluse con il Regio Decreto del 28 giugno 1863. L'aggiuta di Camerina fu necessaria per evitare confusione nel nuovo Regno d’Italia ove si contavano ben quattro Santa Croce. La scelta di Camerina fu voluta dagli amministratori per ricordare la discendenza di S. Croce da Kamarina. Non tutti i santacrocesi però furono d'accordo. Alcuni erano contrari ad ogni novità, altri erano affezionati all'antico nome, altri ancora sostenevano che i legami di Santa Croce erano più forti con Kaucana, anzichè con Kamarina.
La Chiesa Madre, dal 1863 dedicata a S. Giovanni Battista, e la Chiesetta del Carmelo (costruita a ricordo del vecchio convento) furono curate da numerosi preti. Si consolidarono alcune feste e tradizioni locali in onore di S. Giuseppe (con le cene) e Santa Rosalia e del Corpus Domini (con gli altarini).

Ultimo aggiornamento: 11/03/2020
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