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CASUZZE PROTETTA DA DUE TORRI

STORIA ANTICA > > DINASTIA DEI CELESTRE

Durante la dominazione spagnola (1516 – 1713) nella Contea di Modica furono costruite lungo la costa iblea una serie di postazioni militari che avevano il compito di proteggere le popolazioni e i loro averi dagli attacchi dei saraceni. Tra il 1595 ed il 1607 furono costruite la torre di Punta Secca (o Scalambri), di Punta Braccetto (o Vigliena) e la Torre di Mezzo.

Il territorio di Casuzze si trovò così protetto ad ovest dalla Torre Scalambri (situata a Punta Secca) e ad est dalla Torre di Mazzarelli.

TORRE SCALAMBRI. Questa torre fu fatta costruire da Giovanni Cosimo Bellomo, un esponente di un’importante famiglia Siracusa, fra il 1593 ed il 1594 (fra il 1596-1597 secondo altri). La torre nacque come torre privata per difendere il territorio dalle incursioni piratesche. I Bellomo amministrarono il feudo di Santa Croce Camerina per quasi 50 anni, dal 1534 al 1582. Fra i Bellomo e i Celestri (detentori del feudo) sorsero forti contrasti per cui in un primo momento il feudo fu smembrato fra le due famiglie e solo successivamente nel febbraio del 1683, i due feudi furono riunificati e passarono in mano a Pietro V Celestri. Così dopo quasi 100 anni il territorio di Casuzze passò nuovamente ai Celestri.

TORRE CELESTRE O DI MAZZARELLI.

Nei primi anni del 1600 il Francesco Celestre grazie al matrimonio con Francesca Giluso, diventò proprietario di 35 salme di terre in contrada Mazzarelli.
In queste terre esisteva già una fortificazione vicino al pantano di Castellana, in prossimità di Contrada Palazzo, che dominava da Nord-Ovest l’ultimo tratto dell’Irminio fino alla foce. Inoltre in questo luogo era attivo un posto di guardia con uomini a cavallo che perlustravano il tratto di costa fra la foce del fiume Biddemi (presso Casuzze) e la foce dell’Irmino.

L'esistenza di una costruzione difensiva e la posizione poco salubre del luogo fecero prendere al Camilliani nel 1584 la decisione di non far costruire a Mazzarelli alcuna  torre di avvistamento in quanto sufficientemente protetta da un forte e dalla vicinanza del pantano della Castellana che con le sue basse acque, i suoi miasmi palustri e le micidiali zanzare "anofele", costituiva già una barriera naturale ad eventuali sbarchi di corsari.
Il Camilliani invece consigliava di costruire una torre di avvistamento presso Punta di Mola, nella cosiddetta cala “Anecheghef”, ai confini con Casuzze (ma non se ne fece niente!!!!).Nonostante le modeste difese (fortificazione e guardie a cavallo) i pirati continuarono con i loro sbarchi depredando e catturando persone che poi vendevano come schiavi.

Stanco di questi continui ed improvvisi assalti Francesco Celestre fra il 1613 ed il 1616 fece costruire a sue spese una torre con una spesa di 3.000 scudi siciliani (circa 450.000 € attuali), controllata da torrari, armati di archibugi e moschetti.
Anche questo accorgimento non fu sufficiente a dissuadere i pirati, che il
16 ottobre 1617 sbarcarono fecero grossi danni al bestiame, diedero fuoco alle stalle, rubarono masserizie, catturarono diverse persone e bruciarono la tonnara e le case vicine di Andrea Valseca, proprietario del feudo di Gaddimeli, confinante con le terre di Mazzarelli.
Nei primi mesi del 1618 avvenne un’altra razzia con nuovi danni, Francesco Celestre, allora per evitare il ripetersi di simili incidenti, il 23 luglio 1618, chiese al vicerè di Sicilia, Francìsco Ruiz de Castro Andrade y Portugal, di poter armare la torre con un pezzo di artiglieria. L’autorizzazione arrivò il 7 agosto. A distanza di un anno circa, cioè il 20 giugno 1919 i pirati assaltarono un vascello maltese che stava caricando legname, ma questa volta grazie all’artiglieria e al personale della torre furono salvati i marinai ed il carico.
Questa torre quindi, che non era né demaniale, nè dei conri Cabrera, a buon ragione può essere chiamata “Torre Celestre”. Se poi consideriamo il fatto che attorno alla torre furono costruite le prime case del piccolo borgo marinaro, possiamo anche affermare che Francesco Celestre fu il fondatore di Mazzarelli.    
Francesco morì, senza eredi, tra il 1624 ed il 1631 per cui la vedova Francesca Giluso nel 1632 pensò bene di donare a Scipione Celestre, fratello maggiore di Francesco, le terre di Mazzarelli.
Alla morte di Scipione avvenuta nel 1642, le terre passarono al di lui figlio Giuseppe, che si trasferì a Scicli dove poi morirà.

Ultimo aggiornamento: 17/05/2019
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