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COM'ERANO LE ANTICAGLIE E LA BAIA ANEGHECEF FRA IL XII ED IL XVII SECOLO d.C.

STORIA ANTICA

Intorno al 1500 il tratto di costa che va dalla Punta della Colombara (Punta Braccetto) alla foce del torrente Biddiemi (Anechegef) veniva diviso dagli storici in tre baie:

  • La "Baia 1" che andava dal Torrente Biddemi alla "Punta di Longobardo".

  • La "Baia 2" che partiva dalla "Punta di Longobardo" e finiva in prossimità della "Torre di Mezzo".
  • La "Baia 3" che iniziava dalla "Torre di Mezzo" e terminava vicino al "Braccio della Colombara".  



TORRI DI AVVISTAMENTO.
A partire dal XV secolo queste tre baie con i loro approdi facevano gola ai corsari ottomani, che con le loro razzie mettevano in grave pericolo le popolazioni locali e la loro economia.

I padroni del territorio in questione, i Marchesi Celestre di Santa Croce, furono costretti a far costruire delle torri di guardia: torre Vigliena, torre di Mezzo, torre Scalambri per salvaguardare gli abitanti, i raccolti, gli allevamenti, le donne, i prodotti e le loro proprietà.
Queste torri, assieme ad altre torri, costruite fra il 1596 ed il 1709, costituirono un sistema difensivo, di avvistamento e di comunicazione lungo la fascia costiera del Regno di Sicilia per arginare le frequenti incursioni dei corsari barbareschi.

ECCO COME CAMILLO CAMILLIANI DESCRIVE LA NOSTRA COSTA.
Ecco come C. Camilliani descriveva il tratto di costa che andava da Punta Secca fino a Casuzze:
……Partendo dalla “Punta di Longobardo”, seguono le timpe di Longobardo le quali durano tre miglia ed un quarto……al fine di questi è un ridotto (ritrovo) capace di 10 bergantini, il quale per essere abbracciato dal destro e sinistro corno delle rocce resta coperto e sicuro, talché i vascelli che ci si mettessero, da nessuna parte possono essere scoperti. Questo si chiamava dagli antichi il porto Caucana (Kaucana). E scorrendo per spazio di due terzi di miglio, seguono le timpe del medesimo nome, simili alle antecedenti, e che, accompagnate con alcuni scogli a mare, causano che il corsale (bastimento) difficilmente può accostarvisi. Al fine di queste timpe si trova la cala detta Anechegef e i bracci che dall’una all’altra parte l’accompagnano la rendono molto pericolosa. Ella è capace di 8 galeotte senza scomodo alcuno, e le spalle e rupi di questa sono tanto alte ed esposte al mare, che senza disalberare (senza toglier l’albero) i vascelli non possono essere da nessuna parte di torre scoperti, e per una parte ci è molto comodo il montar sopra, là dove si trova un pozzo di acqua dolce, che può porgere molta comodità al corsale”.

ECCO COME GIANNANDREA MASSA DESCRIVEVA LA NOSTRA COSTA.
Ecco come Giannandrea Massa, nel 1709, descrive questa baia:".....Si arriva poi al Capo Scarami con torre di guardia, il quale tiene a fronte un scoglio (Punta di Longobardo) non più che un tirar di mani discolto dalla riviera, da qui cominciano le Timpe di Longobardo, le quali tirano per lo spazio di sopra tre miglia con una punta dello stesso nome, dove giacciono le atterrate vestigia di disfatto castello: fa ella argine e spalla alla prima Cala di Longobardo (nella cartina sotto ad ovest della Punta di Longobardo, cioè la Baia di Levante di Capo Scalambri) con un seno capace di 25 Galee, seguono la seconda Punta (l'attuale Pizzu o Stimpatu) e la seconda cala detta "Baia delle Anticaglie 1" e poi di nuovo altre Timpe di Longobardo con la Cala Aneghecef...... qui è un piccolo fonticello di acqua dolce, ma che sgorga dentro la salse onde del mare. Segue la Punta pur nominata di Annichigef con un Pozzo di buon'acqua....."

LA BAIA ANECHEGEF ED ILTORRENTE BIDDEMI.
La foce del torrente Biddiemi, probabilmente doveva coprire una superficie maggiore, e per la presenza di fonti d’acqua che ancora oggi sgorgano dal fondo del mare, dovette assolvere, fra il 1500 ed il 1700, la funzione di porto canale, anche grazie all’insenatura poco profonda determinata dal suo ampio estuario. La scogliera che dalla spiaggia piccola fino alla foce del torrente doveva essere più alta e più sporgente verso il mare,e formava un promontorio. Qui, cioè a Casuzze, si sarebbe insediata una comunità di pescatori a dimostrazione della vocazione portuale di questa costa.

Ultimo aggiornamento: 17/10/2017
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