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DAI BELLOMO AI CELESTRI

STORIA ANTICA

IL TERRITORIO DI CASUZZE PASSA AI BELLOMO (1534).
Avvalendosi di un testamento, privo di valore legale,
Donna Margherita Pancaldo  s'impossessò del feudo e lo cedette per donazione al suo terzogenito Matteo Celestri, dal momento che Giovanni era un minore. Matteo mantenne la titolarità del feudo per un breve periodo, infatti nel 1534 lo diede in dote alla figlia Bianca Celestri che andava in sposa a Giovanni Bellomo, nobile siracusano, appartenente ad un'antica famiglia. Pertanto dal 1534 e fino al 1582, per quasi mezzo secolo, il feudo di Santa Croce passò al Bellomo per "maritali nomine" .

IL FEUDO VIENE SMEMBRATO (1580).
Ma i Celestri non si diedero per vinti e già a partire dal 1535 intentarono causa ai Bellomo chiedendo la nullità della donazione fatta dalla nonna Margherita Pancaldo al figlio Matteo.
Si aprì fra le due famiglie una lunga vertenza giuiziaria, che durò bel 147 anni . Morti Pietro III Celestri e Antonio Bellomo, i figli di costoro, rispettivamente Giovanni Battista II Celestri e Giovanni Cosimo Bellomo, pervennero ad un accordo che fu legalizzato presso il notaio Antonino Occhipinti di Palermo il 23 dicembre 1580.
Tale atto pubblico prevedeva la suddivisione del feudo in due parti: a Giovanni Battista II Celestri (figlio di Pietro Celestri) toccò il territorio posto ad ovest, che prese il nome di Feudo di Santa Croce; mentre a Giovanni Cosimo Bellomo fu assegnato il territorio posto ad est, che prese il nome di Feudo di Risgalambri. Il territorio di Casuzze rimase ai Bellomo.  

IL FEUDO DI RISGALAMBRI.
Il “Feudo Sottano” che faceva parte del “Feudo di Risgalambri” era costituito da terre aperte che degradando verso il mare diventavano aride e sabbiose. Nell'estremo lembo occidentale del suo feudo, in prossimità della “Punta Scalambri” fra il 1593 ed il 1594 Giovanni Cosimo Bellomo fece costruire la “Torre Scalambri” e fra il 1596 e 1599 impiantò una vigna, per conto del figlio minore Francesco, proprietario del feudo di Risgalambri. La vigna aveva un’estensione di 7 salme e andava da capo Scalambri alla punta di Longobardo. Qui furono costruite alcune casette ed un palmento per la pigiatura delle uve, insolia e moscatello, prodotte dalla vigna.   

IL TERRITORIO DI CASUZZE RIPASSA AI CELESTRI (1683)

La definitiva chiusura della lite fra i Celestri ed i Bellomo si concluse nel febbraio del 1683, quando il feudo di Riscalambri dei Bellomo, con atto stipulato presso il notaio Attardi di Scicli fu assegnato definitivamente ai Celestri, per l'esattezza a PIetro V Celestri. I due feudi furono riunificati ed assegnati a Pietro V Celestri.
Dopo quasi 100 anni il territorio di Casuzze passò nuovamente ai Celestri.
Tale riunificazione ebbe due conseguenze:

  • La ricostuzione di un feudo fra i maggiori esistenti in Sicilia.

  • Il rafforzamento economico della famiglia Celestre.

Il 31 gennaio del 1689 il marchese don Pietro V Celestri e La Grua affittò l’ex feudo Risgalambri ai massari sciclitani: Giuseppe Giavatto e Giuseppe Cassarino. In questo feudo, era scritto nell’atto, che potevano pascolare liberamente 12 buoi, di proprietà del signor marchese, utilizzabili per arare la vigna del Longobardo.

Ultimo aggiornamento: 17/10/2017
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