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FEDERICO II

STORIA ANTICA > > SVEVI E ANGIOINI

FEDERICO II
Alla morte di Enrico seguì un periodo di anarchia. Il nuovo re, Federico II, aveva solo 3 anni, la madre Costanza, quarantenne, l'aveva partorito il 26 dicembre del 1194 a Jesi. Prima di morire prematuramente il 27 novembre 1198 la madre lo affidò per testamento al tutore Lotario dei Conti dei Segni, divenuto papa (dal 1198 al 1216) con il nome di Innocenzo III, che fu coadiuvato da un consiglio di reggenza formato da quattro vescovi.
Federico II che regnò dal 27 novembre 1198 al 13 dicembre 1250 (per più di 50 anni) ereditò il Sacro Romano Impero dal padre Enrico VI, il Regno Normanno lasciatogli dalla madre Costanza, sostenuta dal papa, ma avversata dai vassalli di Enrico VI. In sostanza aveva riunito un grande e vastissimo Impero.

LA SUA ATTIVITÀ POLITICA.
Il suo programma politico prevedeva soprattutto:

  • Ristabilire l’autorità regia nel regno di Sicilia

  • Mantenere buoni rapporti con il papa.

  • Ristabilire l’autorità imperiale sui Comuni italiani

Sapeva anche che per ogni punto del suo programma avrebbe incontrato gli ostacoli dei feudatari del Regno, del papa che temeva la sua potenza, dei Comuni che non volevano perdere i loro privilegi.

LIMITI AL POTERE DEI FEUDATARI.
Concentrò nelle sue mani i tre poteri: legislativo, esecutivo e giudiziario, abolì le leggi vigenti e per limitare il potere dei feudatari del Regno di Sicilia, promulgò il 1 settembre 1231 la “Costituzione di Melfi” una raccolta di leggi basate sul diritto romano, e sulle tradizioni normanne. Queste leggi gli permisero di:

  • Creare un forte apparato burocratico, primo abbozzo dello stato moderno, togliendo privilegi alla nobiltà.

  • Combattere la frammentazione dello stato feudale eliminando i poteri intermedi ed avocando a sé ogni prerogativa di potere, unico ed indivisibile.  

  • Sottrarre  ai feudatari  una parte del potere giudiziario affidandolo a dei funzionari regi (giustizieri).

  • Fissare un’imposta per tutti i sudditi.

  • Creare dei monopoli di stato (seta, canapa, ferro, sale).

  • Costituire un forte esercito permanente che dipendeva direttamente da lui e non più dai feudatari.


I SUOI RAPPORTI CON LA CHIESA.

Nel 1210, divenuto maggiorenne a 16 anni, finì la reggenza dei cancellieri del regno e uscì dalla tutela papale prendendo il  Regno di Sicilia nelle sue mani. In occasione della sua incoronazione a Rex romanorum, nel 1215, giurò solennemente a papa Innocenzo III (1198 – 1216) che avrebbe preso parte alla Va crociata che doveva aver inizio il 1 giugno 1217. Federico II però non mantenne la parola e rimandò più volte la sua partenza, provocando tensioni con il papa. Poiché la Va crociata, iniziata nel 1217, stava procedendo con grosse difficoltà, Onorio III (il nuovo papa dal 1216 al 1227) pregò Federico II di intervenire.  
Anche questa volta Federico promise il suo intervento, ma poi  non lo concretizzò rinviando ripetutamente la data di inizio della spedizione. La V crociata iniziata il 1 giugno 1217 e finita l’8 settembre 1221 fallì miseramente con una sconfitta. Federico II intanto si era stabilito in Sicilia, disinteressandosi della Germania (pur rimanendo imperatore del Sacro Romano Impero, aveva affidato al figlio Enrico la Germania con il titolo di re).
La 6a crociata (1227- 1229) fu organizzata da Gregorio IX (1227 – 1241) e fu imposta ad un Federico II riluttante a partire, perché temeva che il papa in sua assenza poteva invadere l’Italia meridionale, come poi avvenne. Per questo suo temporeggiare fu scomunicato. Alla fine fu costretto a partire e s’imbarcò con il suo esercito a Brindisi diretto ad Acri. Giunto a destinazione la crociata fu presto conclusa pacificamente con il  trattato di Jaffa (18 febbraio 1229). Il sultano d’Egitto Malik al Kamil garantì ai cristiani per 10 anni: Gerusalemme, Bethlemme e Nazareth. Fderico II fu incoronato nella chiesa del Santo Sepolcro re di Gerusalemme (era, infatti, tale in virtù del matrimonio con Isabella di Gerusalemme, sua seconda moglie,  morta appena l'anno prima).
Gregorio IX non prese di buon grado l’accordo con gli infedeli lo interdisse, spronò alla disubbidienza i suoi sudditi, gli invase il suo regno. Al suo rientro Federico sconfisse le truppe pontificie e costrinse il papa a toglierli la scomunica.

RAPPORTI CON I COMUNI.
Intanto i  Comuni Guelfi (sostenitori del papa) e quelli Ghibellini (sostenitori dell’impero) avevano ripreso a combattersi fra di loro, finché nel 1237 Federico sconfisse la lega Lombarda. Dopo questa sconfitta il papa Gregorio IX, temendo la potenza dell’Imperatore lo scomunica nuovamente nel 1239. Da questo momento in poi, per una serie di eventi l’imperatore Federico perse gran parte delle sue alleanze e si trovò a combatte i suoi nemici da solo e con il solo appoggio della Sicilia.

LA SUA VITA PRIVATA.
Nell’agosto del
1209  a soli 14 anni sposò la venticinquenne Costanza d'Aragona (1a moglie), vedova del re d'Ungheria Emerich. Nel 2011 a soli 17 anni ebbe il primo figlio Enrico da Costanza che il 23 giugno 1222 morì a Catania, e fu sepolta nella cattedrale di Palermo.
Il 24 giugno
1225 a Brindisi, Onorio III propose il matrimonio fra Federico II e la quattordicenne Isabella-Jolanda di Brienne (2a moglie),che essendo figlia di Giovanni di Brienne re di Gerusalemme, gli porterà in dote la simbolica corona di Terrasanta. Jolanda diede al marito due figli — Corrado IV e Margherita — e morì nel 1228, a soli 16 anni, per postumi da parto.
Federico si risposò nel
1235 con Isabella d’Inghilterra, sorella di Enrico III d’Inghilterra. Isabella fu madre di Margherita e di Enrico detto Carlotto, morto in giovanissima età. Isabella morirà nel 1241, nel dare alla luce una bambina, che morì subito dopo la nascita, e venne sepolta nella cripta della sua Cattedrale di Andria.
Ebbe poi
una relazione con Bianca Lancia, che conobbe nel 1225, pochi mesi dopo lo sfortunato matrimonio con Jolanda di Brienne: fu un reciproco colpo di fulmine. Non potendo convolare a giuste nozze, i due mantennero una relazione clandestina ma tutt’altro che segreta, tanto che da essa nacquero due figli, forse tre: Costanza, Manfredi, alcuni dicono Violante. Il matrimonio avvenne invece in punto di morte dell’imperatore, quindi alla fine del 1250.

LA SUA ATTIVITÀ CULTURALE.
Orgoglioso per carattere, meritò di essere chiamato “stupor mundi” cioè “la meraviglia del mondo” per la sua straordinaria cultura linguistica, filosofica, scientifica e astrologica. In lui confluirono tre civiltà, quella latino-germanica, quella siculo-normanna e quella araba.
Fondò l’università di Napoli nel 1224, stipulò dei trattati di navigazione e di commercio con la Tunisia e con le repubbliche marinare; dotò la Sicilia di una formidabile rete difensiva, con i castelli Maniace di Siracusa, Ursino di Catania, di Augusta, di Salemi. Si adornò di una corte lussuosa a Palermo dove, tra il 1230 e il 1250, riunì studiosi e artisti da tutto il Mediterraneo. Fu a palermo che si sviluppò la “Scuola poetica Siciliana”. Sviluppò le conoscenze sulla falconeria scrivendo un trattato “De arte venandi cum avibus” (= l’arte di cacciare con gli uccelli).

DECLINO E MORTE DI FEDERICO II.
Papa Innocenzo IV (1243 – 1254) nel  concilio del 28 giugno 1245 confermò la scomunica a Federico, lo depose, sciolse i sudditi e i vassalli dall'obbligo di fedeltà, invitò i nobili elettori tedeschi a proclamare un altro imperatore e organizzò contro Federico una nuova crociata. L'imperatore subì il gravissimo colpo che ne appannò il prestigio e così a partire dal 1245 gli eventi incominciarono a precipitare. Nel febbraio del 1248 Federico subì una grave sconfitta nella battaglia di Parma.
Ritiratosi a vita privata cadde vittima di una grave patologia addominale, forse dovuta a malattie trascurate, durante un soggiorno in Puglia; secondo altri  invece, sarebbe stato avvelenato.
Federico II morì il 13 dicembre del 1250 a Castel Fiorentino in Puglia. Per disposizione testamentaria volle essere sepolto nel Duomo di Palermo, dove erano sepolti i suoi genitori e suo nonno Ruggero II.
Gli successe il figlio ventiduenne
Corrado IV avuto da Jolanda di Brienne e che fino alla sua morte, avvenuta a Lavello il 21 maggio 1254 , governò la Sicilia mediante il fratellastro Manfredi figlio della piemontese Bianca Lancia.
Innocenzo IV (1243 – 1254), che considerava il regno di Sicilia, come feudo della Santa Sede, non riconobbe legittima né la successione di Corrado IV, né la reggenza di Manfredi e si adoperò per suscitare disordini in tutto il reame.  Corrado IV scese allora in Italia con un poderoso esercito e ridusse all’obbedienza le province della penisola, quindi passò in Sicilia spingendosi fino a Palermo.
Poiché il 21 maggio 1254 morì Corrado IV, la successione al Regno di Sicilia toccò a Corradino, figlioletto di Corrado IV, sotto la reggenza di Bertoldo di Hohenburg. Scoppiarono gravi disordini fra chi non voleva la tirannide tedesca ed il papa che non voleva l’investitura di Corradino.

Ultimo aggiornamento: 17/05/2019
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