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LA VITA FAMILIARE

STORIA RECENTE > ANNI '50

Negli anni '50 - '60 le famiglie di Casuzze rappresentavano la media borghesia e conducevano una vita semplice. La famiglia “tradizionale” era composta dal padre lavoratore (impiegato o commerciante), dalla madre casalinga a tempo pieno, da due o tre figli e da altre figure, come nonni o altri parenti che vivevano nella stessa casa. I figli vivevano tutti sotto lo stesso tetto contribuendo così a creare un ambiente multifamiliare insieme ai parenti, che avevano un forte legame con la famiglia. In famiglia i compiti erano ben distinti.

GLI UOMINI.
Erano gli uomini che portavano i soldi a casa ed amministravano la "finanza", facevano la spesa, i lavori pesanti, aggiustavano le cose che si rompevano, buttavano l'immondizia, tiravano l'acqua dal pozzo "co sicciu", riempivano i recipienti con la pompa a mano, provvedevano alla manutenzine della ghiacciaia.

LE DONNE
Le donne invece s'interessavano della "cura domestica", facevano le pulizie di casa, cucinavano, cucivano, stiravano, facevano il bucato. Un ruolo importante per le mamme era quello di occuparsi, di controllare ed educare i propri figli visto che gli uomini, per motivi di lavoro, non sempre erano presenti. Se per esempio un bambino/a prendeva i pidocchi, erano le mamme che si attivavano lavando i capelli del figlio/a con l'acqua dei lupini e pettinarli con il pettine stretto. Eravamo bambini educati, abituati a vivere in famigle allargate, non davamo particolari problemi e soprattutto non sapevamo cosa fosse lo sperpero ed il superfluo.

NOI BAMBINI.
Nelle case, specialmente quelle a mare, c'era poco e pochissimo di tutto e noi bambini eravamo stati educati al “non avere” piuttosto che all' “avere”, ma eravamo felici lo stesso. A forza di farci da soli i giocattoli avevamo acquisito una certa manualità e spesso riuscivamo a realizzare ciò che la nostra fantasia ci suggeriva. Ci costruivamo le fionde "i filecci" per andare a caccia di lucertole e di gechi "i scurpiuna"; ci sfidavamo con i "tuppietti"; ci esibivamo nello "scinni e davacca"; costruivamo piste di sabbia per far rotolare biglie di vetro; realizzavamo canne da pesca ed acquari.

Ultimo aggiornamento: 17/10/2017
giampigiacomo@libero.it
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