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IL MONASTERO DI SAN FILIPPO D'AGIRA

STORIA ANTICA > > I NORMANNI

Fondato secondo la regola basiliana fuori dall’abitato, (ai piedi del monte di Agira,  probabilmente sui ruderi di un tempio pagano) tra il VII e l’VIII secolo, fu dedicato a Filippo, santo di provenienza orientale (forse siriaca), di cultura bizantina, presbitero apostolico, persecutore di demoni e taumaturgo.

DURANTE LA DOMINAZIONE ARABA.
Durante la dominazione araba (IX – X secolo) il monastero fu polo di attrazione del monachesimo siciliano e approdo di una ampia schiera di monaci e santi. Ma intorno all’anno 1000, presenti ancora gli Arabi in Sicilia, il monastero, per una serie di motivi, ebbe un declino della vita monastica ed un degrado nella sua struttura muraria, tanto da essere abbandonato agli inizi dell’XI secolo.

CON I NORMANNI
Dopo la conquista normanna dell’isola, il monastero di Agira fu abitato da monaci benedettini. La chiara fama del monastero di San Filippo richiamò l’attenzione del Gran Conte Ruggero I d’Altavilla, che tra il 1094 ed il 1095, nell’ambito del progetto normanno di rilatinizzazione dell’Italia meridionale,
lo arricchì e fece restaurare le cadenti strutture.
Conquistata Gerusalemme (15/7/1099), alcuni cavalieri normanni decisero di potenziare il monastero benedettino di Santa Maria Latina di Gerusalemme,
prima ed importante istituzione di rito latino in oriente.
Fu così che a questa istituzione religiosa furono trasferite le rendite di molti monasteri benedettini delle Puglie, delle Calabrie e della Sicilia.
Fra questi monasteri ci fu anche quello di San Filippo di Agira con le sue proprietà ed i depositi di grano, che divenne suffraganeo (cioè dipendente) della Latina, per disposizione di Ruggero I (tra il 1095 ed il 1101). A partire dal 1100 il monastero di S. Filippo d’Agira cominciò a diventare un centro sempre più importante tant’è che ebbe il compito non solo di coordinare le dipendenze occidentali della Latina, ma anche di custodirne gli atti amministrativi. In sostanza il priore di Agira fungeva da intermediario, agiva in nome e per conto dell'abate della Città Santa; il suo compito era quello di far confluire i prodotti per il sostentamento dei frati ed i ricavi dalla dipendenze occidentali alla Latina di Gerusalemme.

CON GLI ARAGONESI

Nel periodo in cui gli Ospedalieri della Latina si trasferirono ad Acri (1285 – 1291) tutta la gestione delle priorie occidentali passò nelle mani del monastero agirino. Dopo il crollo nel 1291 di S. Giovanni d’Acri, ultimo avamposto cristiano d’occidente, i monaci della Latina si trasferirono nell’abbazia di San Filippo d’Agira, che divenne la casa madre.
L’abbazia  fu chiamata: Sancte Marie de Latina in Jerusalem alias/seu Sancti Philippi de Argyrione  e l’incorporazione fece ereditare all’abbazia titoli, privilegi e l’amministrazione di diversi possedimenti.

CON GLI SPAGNOLI
L’abbazia visse momenti di grande prosperità nel XIV secolo, nonostante la riduzione immobiliare in Calabria e Sicilia, ma dal XV secolo in poi la gestione dell’abbazia lasciò molto a desiderare, per cui nel 1632 l’abate commendatario il cardinale Scipione Borghese, dietro concessione regia e pontificia, sostituì i padri benedettini con preti secolari.  

CON L’UNITÀ D’ITALIA
Dopo l’Unità d’Italia con la legge del 7 luglio 1866, vennero soppressi tutti gli ordini religiosi e i loro beni immobili vennero destinati alle amministrazioni locali, per cui nel 1867 il monastero fu soppresso ed i suoi beni confiscati.

OGGI.
Nel 1924 l’abbazia Sancta Maria de Latina in Jerusalem alias Sanctus Philippus de Argirione ottenne il titolo di parrocchia/santuario di San Filippo d’Agira ereditando il ricco archivio storico della Latina che va dal XII fino al XIX secolo.

IL TABULARIO DI SAN FILIPPO DI AGIRA.
Nell'abbazia di San Filippo di Agira (comune in provincia di Enna) si conservano, fra le altre cose, un importante
“Tabulario” che raccoglie 426 pergamene che vanno dal 1100 al 1500 d.C. e un “Archivio storico” (voll. 711) che va dal XV al XX secolo.
Questi documenti, in massima parte ancora da tradurre perché scritti in latino e greco, e ancora da inventariare, rappresentano una preziosa miniera di notizie storiche soprattutto per l’area interna e centrale della Sicilia. Vi si trovano notizie storiche su Messina, Santa Croce Camerina, Sciacca, e Scicli, perché in queste città erano presenti dei possedimenti della Latina di Gerusalemme. Non mancano documentazioni relative alle dipendenze in Calabria, Puglia, Sassonia e Lazio.
In questo
“Tabulario” sono presenti documenti pubblici, semipubblici e privati: originali e copie di diplomi imperiali, regi e signorili, di bolle pontificie, di privilegi arcivescovili e vescovili e vari tipologie di strumenti notarili.
Nel passato gli autori che si sono interessati alla storia della Latina e ai sui possedimenti, per diversi motivi, non hanno purtroppo mai avuto la possibilità di consultare personalmente queste pergamene.
Oggi fortunatamente, grazie alla disponibilità dimostrata dagli ultimi parroci si sta cercando di valorizzare questa consistente ed esclusiva fonte documentaria che in gran parte è stata restaurata e che sarà inventariata per essere consultata e studiata.

Dopo la breve e doverosa conoscenza di queste due importanti fondazioni monastiche, ritorniamo adesso a parlare della Contea di Ragusa, dei loro conti e del casale di Santa Croce.

Ultimo aggiornamento: 23/05/2019
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