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LA CHIESA DI SAN LORENZO DI SCICLI SOTTO GLI SVEVI

STORIA ANTICA > > SVEVI E ANGIOINI

LE DUE CHIESE NEL RAGUSANO DURANTE IL PERIODO SVEVO (1194 - 1266)
Ritornando alle due chiese nel ragusano: La prioria di Santa Croce e la Chiesa di San Lorenzo di Scicli si può dire che le cose cambiarono con la dominazione sveva.
I documenti che comprovano questi cambiamenti sono:

IL DIPLOMA DEL 30 DICEMBRE 1194, EMANATO A PALERMO, DA ENRICO VI.
Dopo la dominazione normanna, Enrico VI di Hohenstaufen, il 10 dicembre 1194, a distanza di pochi giorni dalla sua incoronazione a re di Sicilia, emanò un diploma in cui elencò e confermò al “fedele” Facondo , abate di S. Maria Latina in Gerusalemme, le pertinenze della sua abbazia.
Fra esse figurano “
apud Ragusam casale Sancte Crucis de Rasacambra, apud Sciclim ecclesiam Sancti Laurentii” (“presso Ragusa il casale della Santa Croce di Rasacambra, presso Scicli la chiesa di San Lorenzo”).
Non è da escluder che quest’ultima sia stata donata dallo stesso Enrico VI alla Latina.
Per la prima volta quindi entrambe le due chiese furono menzionate come “obbedienze della Latina”.
A partire dal 1194 la chiesa di San Lorenzo di Scicli sarà sempre elencata tra le obbedienze della Latina.

IL DIPLOMA DELL’OTTOBRE 1199, EMANATO A PALERMO, DA COSTANZA D’ALTAVILLA.
Altra riconferma, che le due chiese erano due obbedienze della Latina, si ebbe con il diploma dell’ottobre del 1199 da parte dell’imperatrice Costanza di Altavilla, vedova di Enrico VI, e madre e tutrice di Federico II.
Alla morte di Enrico VI, a soli 32 anni, il 28 Settembre del 1197 successe il figlio Federico, che essendo minorenne, dovette cedere per poco tempo la reggenza alla madre Costanza D'Altavilla.
Questo privilegio, concesso al monaco Roberto, rappresentante della Latina, conteneva, fra le altre cose:

  • Il permesso di esportare , senza pagare dazio, 200 salme di frumento, da qualsiasi porto del regno compresi quelli di Catania, Siracusa e Messina, per i bisogni dei confratelli della Latina.

  • Il permesso di ricostruire i casali distrutti durante la guerra.

  • La concessione ed il rinnovo degli antichi privilegi agli abitanti.

  • La conferma e l’elenco dei possedimenti dei re precedenti, fra cui risultarono:  "apud Ragusam casale Sancte Crucis de Rasacambra, apud Sciclim ecclesiam sancti Laurentii”.

IL DIPLOMA DEL SETTEMBRE/DICEMBRE 1223, EMANATO A PALERMO, DA FEDERICO II.
Nel dicembre del 1223, su richiesta dell’abate Facondo, Federico II confermò alla chiesa di S. Maria Latina di Gerusalemme i privilegi concessi dai precedenti re ed i possedimenti di cui fa l’elenco. Fra essi figurano: “
apud Ragusam casale Sancte Crucis de Rasacambra, apud Sciclim ecclesiam sancti Laurentii” (“presso Ragusa il casale della Santa Croce di Rasacambra, presso Scicli la chiesa di San Lorenzo”).  
Nel diploma vennero confermati anche gli altri privilegi elencati nel diploma del 1199 redatto dalla madre.

Madre (Costanza) e figlio (Federico II) confermarono quindi alla chiesa di S. Maria latina tutti i privilegi concessi dal marito e padre Enrico VI, dai precedenti re e i possedimenti, facendone l’elenco.
In questi tre diplomi San Lorenzo risultava ancora ‘chiesa’ e tale risulterà ancora fino al novembre del 1229, come si evince da un atto, con cui un certo Nicola de Artalo, assieme alla moglie Tomasa ed al figlio Rainaldo, con il permesso di frate Tomasino, priore di San Lorenzo di Scicli, vendette a Matteo Capeto, un appezzamento di terra nel tenimento di San Lorenzo per il prezzo di diciotto tarì d’oro.
Bisogna arrivare al settembre del 1294 perché nel Tabulario si parli esplicitamente di prioria.

Ultimo aggiornamento: 20/06/2019
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