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SUBENTRANO I BELLOMO

STORIA ANTICA > > DINASTIA DEI CELESTRE

SUBENTRANO I BELLOMO (1530 circa).
Matteo tenne la titolarità del feudo per breve tempo perché lo donò, come dote, alla figlia Bianca, che andava in sposa il 18 agosto 1529 a don Giovanni Bellomo, un nobile siracusano appartenente ad un'antica nobile famiglia.
Diventato marito di Bianca Celestre il Bellomo divenne per "
maritali nomine" barone di S. Croce e di Scalambro.
Giovanni Bellomo, nuovo barone, ampliò il feudo di S. Croce estendendolo a buona parte della vasta tenuta dell'Imperatore avuta in enfiteusi perpetua dal Conte di Modica con un censo annuo di 13 onze. Il Bellomo però per diversi motivi,
non ultimi le vicende giudiziarie con i Celestre, non si mostrò particolarmente interessato a sfruttare al meglio il gran feudo che deteneva, per cui trascurò le terre che caddero in disgrazia.

CONTRASTI FRA: PIETRO III CELESTRE E ANTONIO BELLOMO

I contrasti fra i Celestre ed i Bellomo si fecero particolarmente vivi fra il 1528 ed il 1580, quando don Pietro III Celestre, figlio di Giambattista I (diseredato), raggiunse la maggiore età e decise di rivendicare il feudo.
Il giovane Pietro III aveva sposato donna Francesca Chirco di Baldassarre e approfittando dell'aiuto che poteva fornirgli il suocero, persona influente fra la nobiltà di allora, e profondamente convinto del proprio diritto si rivolse alla Curia di Roma
per rivendicare, contro Antonio Bellomo, (figlio di Giovanni Bellomo e di Bianca Celestre, nipote di Matteo Celestre), la restituzione del feudo di Santa Croce. La vertenza si protrasse per diversi anni, con alti e bassi, e alla fine la Curia riconobbe come "reale ed indiscutibile” il diritto di Pietro III alla successione del possesso del "feudo di Santa Croce e Risgolambro". Secondo il diritto dei Franchi, la successione per linea maschile, con preferenza per i primogeniti, era stata fatta "propter nuptias", cioè a causa delle nozze.
Antonio Bellomo ritenendosi ingiustamente colpito, non accettò la sentenza e rivolgendosi alla Magna Curia ottenne la restituzione del vasto possedimento. La scomparsa dei due contendenti interruppe solo momentaneamente la controversia, che infatti continuò con gli eredi dei due contendenti: Giambattista II Celestre e Giovanni Cosimo Bellomo, siamo all’incirca intorno al 1595.

Ultimo aggiornamento: 11/03/2020
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